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I segreti… dietro il bancone

  11 Ago 2015

Lo sapete quanta strada percorre mediamente un barista durante una giornata di lavoro? Sette chilometri.

L'ottimizzazione dei tempi e dei metri percorsi sono quindi dei presupposti fondamentali per una migliore gestione del personale del vostro locale.

Ragionare sulla disposizione delle attrezzature dietro il bancone è il primo modo per cominciare. Anzitutto, è bene considerare quest'area cruciale e strategica, dove l'efficienza dovrebbe sempre farla da padrone. Questo infatti è il cuore pulsante del bar, dove si realizzano i prodotti che verranno consumati dai vostri clienti, ma ancor più per il fatto che è tra queste macchine che il personale impiega la maggior parte del tempo e delle sue energie. Lo spazio deve essere quindi abbastanza per far si che il barista possa muoversi comodamente.   

La macchina dell'espresso è spesso la regina incontrastata del retro bancone: è stato calcolato che l'altezza ideale da terra sia di 90 cm. Stesso vale per il macinadosatore, che deve stare alla destra della macchina, mentre la lancia vapore deve stare alla sinistra, lontano cioè dal caffè che col vapore non va per nulla d'accordo, dato che ne rovina decisamente la qualità. 

Con questa disposizione, la zona a sinistra sarà dedicata alla preparazione esclusiva del caffè, mentre la destra a quella delle bevande calde, come latte, thé o cioccolata.  

Se nel vostro bar proponete diversi drink che hanno come base il caffè, il consiglio è di mettere le attrezzature vicino alla macchina del ghiaccio, vicini alla macchina dell'espresso e lontano dalla lavastoviglie.

Il vostro forte sono panini, gli appetizer o i piatti freddi? Allora dedicate un'area di preparazione/esposizione vicino alla cassa, tenendo a portata di mano le confezioni e i contenitori per l'asporto.

E la lavastoviglie? Come già detto, non dovrebbe stare troppo vicina al macinadosatore, ma neanche troppo lontana dalla macchina da espresso, che nella parte superiore ospita tazze e tazzine, il cui ricambio solitamente è piuttosto frequente. 

Un ultimo consiglio tanto scontato quanto prezioso: evitate di preparare pietanze vicino alle stoviglie sporche. Non è solo una questione igienica, ma anche di ordine e eleganza. 

 

 

 

Aprire o ristrutturare un bar: qualche consiglio utile

  04 Ago 2015

L’apertura di un bar è, per chi la intraprende, una sfida imprenditoriale che non va sottovalutata. Allo stesso modo, anche la ristrutturazione o il rinnovo dei locali, sono fasi che richiedono un esborso importante di impegno, in termini sia fisici che economici.

Ecco quindi qualche consiglio che potrà ritornare utile che si stanno avviando in questo percorso.

In primis, occorre definire l’ammontare del budget, sia che si tratti di una nuova apertura, sia che si tratti di un rinnovo.

Nel primo caso, questa fase sarà certamente più delicata e complessa, visto che occorrerà definire quale sarà il business principale della vostra attività e, conseguentemente, le previsioni sugli obiettivi da raggiungere in termini di affari. In concreto: se il vostro focus sarà principalmente la vendita di stuzzichini e aperitivi, il vostro bar dovrà ospitare un bancone o una vetrina sufficientemente spaziosi e invitanti, in modo che i clienti siano attratti dall’esposizione dei prodotti e consumare comodamente al banco quanto hanno ordinato.

È essenziale quindi che il vostro locale sia studiato per garantire i risultati che vi siete prefissati e, nondimeno, che ciò che proponete vi consenta almeno di coprire i costi che avete sostenuto.

Una strategia utile per capire come destinare il budget riguarda la strutturazione degli incassi, che sarà ovviamente più semplice fare se l’attività è stata già avviata. Se si punta a vendere pasticcini e caffè, sarà meglio investire più risorse nell’allestimento del bancone e dell’area caffetteria, senza dimenticare il “retrobottega”, quindi tutto quello che i vostri clienti non vedranno ma che sarà essenziale in fase di preparazione dei prodotti o nella gestione del magazzino.

 A cosa ambire, invece, se l’investimento sarà per una ristrutturazione e un riammodernamento degli spazi?

Solo per l’effetto novità, un bar rinnovato di solito guadagna circa il 20% - 30% in più di presenze.

Se la vostra proposta è cresciuta, se avete investito in un bancone più grande o avete previsto un ampliamento dell’offerta, allora la vostra clientela si sentirà più soddisfatta e coccolata.

Rinnovare può essere la giusta occasione per provare a differenziarsi dai competitors, proponendo qualcosa di diverso e accattivante, senza porsi limiti. Ridisegnare i listini, aggiungere un complemento d’arredo di design o ripensare il menù possono essere dei semplici dettagli che, se studiati bene, possono fare la differenza.

 

In conclusione, meglio non lasciare nulla al caso ma affidarsi, oltre che al proprio gusto e al proprio istinto, anche al consiglio degli esperti.

Il nuovo logo Maculan: un ritorno al passato

  03 Lug 2015

Rinnovarsi può significare ritornare al passato? Certamente sì, tanto più se una delle accezioni del termine è "fare di nuovo, ripetere".

Fortunatamente, alcune scelte, pur importanti che siano, non hanno bisogno di giustificazioni etimologiche, dato che spesso e volentieri per realizzarle, oltre alla fattibilità, può bastare un semplice guizzo intuitivo. Quando qualche mese fa la famiglia Maculan ha deciso di rinnovare la propria immagine passando per il restyling del logotipo aziendale, è successo più o meno questo. Tra tante bozze e innumerevoli proposte grafiche, alla fine è stata proprio un'intuizione inaspettata ad avere la meglio: la chiave per il rinnovamento era scritta nel passato.

Ecco, allora, che un logo disegnato quasi settant'anni prima ritornava ad essere prepotentemente attuale, che quella firma che aveva segnato la prima era Maculan sarebbe tornata ad avere il suo primo piano sugli arredi realizzati dall'azienda.

Un giallo vivace e un font del tutto originale, concepito tanto tempo prima dal fondatore Domenico, una traccia grafica dinamica e moderna che ritorna dopo che altri cinque loghi, nel corso dei decenni, si sono succeduti segnando le principali evoluzioni dell'azienda.

Le prime modifiche forti all'originale c'erano state alla fine degli anni Sessanta, quando si era scelto come simbolo un cubo che richiamava il legno e il ferro, i due principali elementi utilizzati negli arredi. Avevano poi fatto capolino delle leggere modifiche, ma il segno grafico era praticamente rimasto invariato fino al 2009, quando si decise di puntare sull'italianità, e il cubo è diventato un quadrato cui si sono aggiunte le bande del tricolore.

Oggi, il ritorno alle origini, a celebrare un tempo in cui, anche se forse non lo si immaginava, si stava scrivendo un pezzo di futuro.