Qualche giorno fa è uscita, puntuale, la classifica dei migliori Ristoranti d'Italia 2016 secondo il Gambero Rosso, una delle più autorevoli guide della ristorazione italiana.
Quello che più ci interessa vedere da vicino, però, sono i wine bar, quel genere di locale che fino a qualche anno fa si sarebbe chiamato semplicemente enoteca o, in senso certamente più lato, osteria. Oggi il wine bar è una tipologia di locale di tendenza, focalizzato sulla vendita di vini, sia in loco che per asporto quasi sempre accompagnati da più e meno piccoli stuzzichini, talvolta addirittura da piatti di alta cucina.
Il Gambero Rosso ha pubblicato la classifica dei locali che sono stati insigniti delle Tre Bottiglie, il più alto dei riconoscimenti della categoria:
- Damini Macelleria & Affini, locale per gourmet ad Arzignano, provincia di Vicenza, segue un principio tanto semplice quanto elevato: "buono e sano". Una cantina con 900 etichette di piccole cantine italiane e straniere, accompagna gli ospiti dall'aperitivo alla cena.
- La Baita, osteria di Faenza, nel ravennate, famoso per essere un locale che richiama le migliori caratteristiche di enoteca e gastronomia, un riferimento per gli amanti della cucina emiliano-romagnola;
- Casa Bleve, ristorante e vineria della Capitale: un tempio del vino in pieno centro città, maestoso nelle sembianze e nella sostanza.
- La Case della Saracca, a Monforte d'Alba, nel cuore delle langhe cuneesi, sapientemente ristrutturato, ideale per aperitivi, cene e degustazioni.
- L'Enoteca Del Gatto, ad Anzio, in provincia di Roma, è il luogo ideale per un aperitivo da intenditori.
- Ai Donizzetti, nel cuore di Bergamo, si definisce "piacevole luogo di riposo e ristoro".
- Le Giare, appartenente all'Hotel Rondò nel centro di Bari, porta in tavola la cucina pugliese "che non ti aspetti".
- Lanzani, gastronomia bresciana, bottega e bistrot fatta di chicche gastronomiche esclusive, con una predilezione particolare per il buon vino, già premiata nel 2012 per il Miglior Aperitivo.
- Enoteca Marcucci a Pietrasanta, in piena Versilia, vanta una cantina del '400 con 3000 etichette e bottiglie d'annata, té e birre pregiate.
- Oste della Mal'ora, a Terni, osteria nata nel 1997 con l'intento di essere un luogo di ritrovo, quasi clandestino, per gli amici dell'Oste Renzo Franceschini, una vera e propria istituzione della città umbra.
- Roscioli, un po' salumeria e un po' ristorante, un po' wine bar e un po' gastronomia. Comunque la si voglia chiamare, nel centro di Roma è il luogo ideale per assaggiare materie prime di assoluta qualità.
Non c'è che dire: posto che vai, delizia che trovi.
L'aperitivo è il principe incontrastato del nostro tempo. Una bevanda, un momento della giornata, per alcuni addirittura lifestyle. Ma dove e quando nacque l'aperitivo?
Elemento delle nostra tradizione gastronomica, figlio del nuovo millennio, l'aperitivo pare abbia origini piuttosto antiche, risalenti all'antica Grecia e al più famoso dei medici, Ippocrate. Costui studiò un metodo per risolvere i problemi di inappetenza di alcuni "pazienti" e individuò in un infuso di erbe e spezie (tra cui vino bianco, ruta, assenzio, fiori di dittamo) la soluzione giusta. Questo vinum hippocratum era però piuttosto amaro, e pare fosse proprio questo aspetto a stimolare l'appetito di chi lo assumeva. Questa peculiarità venne tramandata fino al medioevo e probabilmente è proprio per questo che, ancora oggi, l'aperitivo è spesso caratterizzato dalle note amare.
Fu nel Piemonte del '700, però, che l'aperitivo assunse una connotazione più simile a quella che ha oggi, quando Antonio Benedetto Cariano inventò il vermouth, un vino bianco arricchito con un mix di erbe e spezie. Il vermouth conobbe presto la gloria, tanto che nientemeno che il Re d'Italia, Vittorio Emanuele II, lo nominò l'aperitivo ufficiale di corte. La storia fu presto scritta: di lì a poco si diffuse in tutti i principali café della città, spesso accompagnato da qualche delizia piemontese, come i formaggi o la bagna cauda.
Nel '900, poi, la produzione di massa di seltz, sode e alcolici fece il resto: basti pensare che aziende come la Campari nacquero proprio nei primi decenni del secolo.
Spritz, rossini, pirlo, americano… Voi per che aperitivo siete?
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