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Una tendenza, un’abitudine, un momento di relax dopo una lunga giornata di lavoro, l’aperitivo e l’happy hour sono un momento irrinunciabile per molti.

Happy hour o aperitivo all’italiana: quale scegliere?

Si tratta di tradizioni diverse, proposte dai locali di ritrovo, ognuna delle quali ha alle spalle una sua storia e una sua filosofia.

L’espressione Happy Hour è di origine anglosassone ed indica letteralmente “l’ora felice”, ossia un periodo di tempo limitato entro il quale bar e ristoranti mettono a disposizione una vasta offerta di consumazioni a basso costo, un’ usanza straniera importata in Italia, che poco alla volta ha rivoluzionato il nostro modo di vivere e pensare l’ora dell’aperitivo. 

L’Happy hour, infatti, punta molto sulla grande offerta di cibo ma spesso persegue questa via a discapito della qualità.

L’aperitivo all’italiana mira invece a riscoprire l’amore per  il buon vino e i prodotti della nostra terra ed ha una storia che affonda le sue radici nel lontano ’700, quando fu inventato il Vermouth, un vino liquoroso aromatizzato con erbe e spezie che oggi è alla base di numerosi cocktail. 

Un esempio di aperitivo all’italiana sono il nostro Martini o lo Spritz.

La sua filosofia punta sulla qualità dell’alcolico senza però rinunciare all’accompagnamento di stuzzichini, finger food e piccole prelibatezze che solleticano il palato, cercando di recuperare questa lunga tradizione e di far nascere, soprattutto nei giovani, un legame con la propria terra.