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Items filtered by date: Settembre 2015

Prodotti di alta gamma, arredi di comprovata qualità progettati e realizzati dalla stessa mano, un angolo vintage dedicato a oggetti fini e ricercati, restaurati da maestri artigiani che donano loro una seconda vita. Tutto questo è outletarredobar.com, il nuovo progetto digital di Maculan Arredamenti, il primo e-commerce italiano dedicato all'arredo bar. 

Outlet Arredo Bar è una vetrina che da spazio ai prodotti esposti negli oltre 1000 mq di show-room aziendale sito a Carrè, nell'alto vicentino, un modo nuovo per consentire a tutti, indipendentemente dalle distanze e dalle problematiche logistiche, di entrare in contatto col mondo Maculan e di acquistare prodotti che siano garanzia della professionalità del brand, in un processo rapido e assolutamente sicuro. 

Lo shop offre una navigazione immediata ed intuitiva, pensata per mettere in risalto le diverse tipologie di arredo. Arredamento e complementi d'arredo da una parte, e un'ampia sezione dedicata al mondo del gelato e della pasticceria dall'altra, con le vetrine ISA e IFI, le eccellenze italiane della refrigerazione professionale, in primo piano a prezzi scontati fino al 50%. 

Sempre aggiornato grazie al dialogo in tempo reale col CRM aziendale, l'e-commerce prevede sia la messa a carrello dei prodotti e, quindi, l'acquisto in pochi e rapidi step, sia la possibilità di richiedere informazioni e di contattare un referente aziendale per ulteriori informazioni relative ai prodotti.

Stay tuned!

 

I più attenti osservatori e gli amanti del luppolo non avranno potuto fare a meno di notare che da qualche anno in Italia si è diffusa una tendenza che prima apparteneva ad una nicchia piuttosto ristretta: la birra artigianale. Nelle città hanno infatti cominciato a fioccare locali dediti alla degustazione e alla vendita di questa antica bevanda, che nell'ultimo quinquennio sembra stia vivendo una seconda giovinezza. 

Forse non tutti sanno, però, che la birra artigianale italiana ha un bicchiere universale per la sua degustazione, di nome Teku. No, non si tratta di nulla di orientale, ma di un'invenzione tutta italiana. Il Teku prende il nome dalle iniziali dei suoi "padri", Teo Musso e Kuaska, cioè due tra i più importanti e riconosciuti esperti di birra italiani nel mondo. Correva l'anno 2004, e la birra artigianale in Italia era una realtà riservata a pochi eletti. 

I due si misero al tavolo per mettere a punto un'idea che per quegli anni era senz'altro originale: realizzare un bicchiere che fosse in grado di esaltare tutte le peculiarità della birra, evidenziandone pregi e difetti e la cui destinazione d'uso fossero le degustazioni nei concorsi birrari e tutte le varie situazioni ufficiali. Col passare del tempo, però, la fama del Teku continuò a crescere, al punto che molti birrifici e locali di alto profilo cominciarono ad associare a questo innovativo bicchiere la propria immagine. In un periodo in cui il mondo del food e del beverage iniziarono ad essere prepotentemente in auge (con i risultati che ancora oggi, dopo diversi anni, possiamo apprezzare), il Teku era diventato il simbolo della birra d'eccellenza. 

Il suo successo è stato certificato anche a livello internazionale, tant'è che alcuni dei mostri sacri della birra artigianale europea hanno deciso di adottarlo e di collegare ad esso la propria immagine. 

É vero, l'identità del Teku è andata un po' corrompendosi nel corso degli anni, e da bicchiere universale per la degustazione è passato ad essere considerato un bicchiere universale per la birra, due concetti del tutto diversi. Ogni birra artigianale ha infatti uno stile che la caratterizza, qualità organolettiche proprie, e non può quindi esistere un solo bicchiere che sia in grado di esaltare indistintamente l'esperienza gustativa di ogni singola birra.

In ogni caso, al netto di tutte le luci e delle possibili ombre, è indubbio che questo bicchiere abbia un'eleganza intrinseca impareggiabile e che il suo successo abbia segnato i primi importanti passi per la diffusione nel mondo della fama della birra artigianale italiana. Ad oggi infatti essa non ha nulla da invidiare, qualitativamente, alle sorelle maggiori belghe e britanniche.

Cheers!