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La pasticceria natalizia: storia del panettone e del pandoro - I parte

Come ogni anno in questo periodo, le tavole delle famiglie italiane verranno imbandite con i dolci natalizi della nostra tradizione. Panettone e Pandoro, in questo senso, sono delle certezze, dei denominatori comuni a tutte le regioni, i "fondamentali" della pasticceria natalizia italiana. Ma quali sono le origini del panettone e del pandoro? 

Si narra che il panettone sia figlio della creatività milanese. Dolce antichissimo, pare che esistesse già nel 1200, anche se diverso da come lo vediamo noi oggi. Originariamente, infatti, il panettone altro non era che pane lievitato con miele, zucca, frutta secca. Quattrocento anni dopo, la forma era cambiata e dalla pagnotta arricchita si era passati ad una simil focaccia con farina di grano e acini d'uva. Nel diciannovesimo secolo, invece, gli amanti del panettone mangiavano lo stesso pane di farina di grano dei loro avi, ma con l'aggiunta di uova, zucchero e uva passa.

Anche le leggende sulla nascita di questo dolce tipico della pasticceria italiana si sprecano, così come le forme che ha assunto nel corso dei secoli. La più accreditata, ambientata nel 1400, afferma che il figlio di un condottiero, tale Ughetto, per far colpo sulla bella Adalgisa, s'improvvisò pasticcere come il di lei padre, Toni, aggiungendo all'impasto per il pane le uova, lo zucchero, il burro, cedro e arancia candita. Pare che il risultato fosse talmente buono che alla fine Ughetto riuscì a sposare la sua amata e il suo dolce divenne un apprezzato simbolo del loro amore, che prese il nome di "Pan del Toni". 

Un altro personaggio importante che ha segnato l'evoluzione del panettone, avvicinandolo sempre più a quello che si può apprezzare in questi anni,  fu Paolo Biffi, nella metà dell'Ottocento, spedì il dolce, pare di enorme dimensioni, nientemeno che a Papa Pio IX, coadiuvato da una speciale carrozza. La forma odierna, più alta e arrotondata rispetto alle precedenti, è dovuta invece a Angelo Motta, fondatore della nota e omonima azienda dolciaria. A lui si deve l'incartamento della base del dolce con il "pirottone", che ancora oggi caratterizza il confezionamento di questo antico dolce, simbolo indiscusso del Natale italiano.

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