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Locale di successo? Ecco i must have che fanno la differenza! - I° parte

Quali sono gli elementi che fanno (e faranno!) la differenza nel mercato della ristorazione? Parlare di "locali" in termini generici ha senso? A queste e ad altre interessanti questioni ha risposto una ricerca effettuata da TradeLab sui "format del fuori casa oggi e domani", un'analisi approfondita dei must della ristorazione di oggi e di domani, della quale si è discusso recentemente all'Host, l'evento del settore ho.re.ca più importante in Italia.

Oltre che di paradigmi e trend, la ricerca parla di numeri: stando alle stime, il mercato del food & beverage in Italia vale 223 miliardi, di cui 151 per un consumo domestico e 72 fuori casa. Un dato interessante è che, dagli anni Settanta ad oggi, questo mercato è cresciuto costantemente, anche a dispetto della crisi economica che ha caratterizzato gli ultimi anni. Quello italiano, risulta essere il terzo mercato a livello europeo, dopo Regno Unito e Spagna, a testimonianza di come ci possano essere ulteriori margini di crescita.

É la ristorazione organizzata a farla da padrone, dato che vale 10.4 miliardi di euro, grazie soprattutto al lavoro della ristorazione collettiva. Quella indipendente pesa per circa l'80% del totale e conta su oltre 110 mila ristoranti e 130 mila bar, per un totale che si aggira attorno ai 60 miliardi di euro, tenendo conto anche dei take away.

Le occasioni di consumo per la popolazione adulta (età compresa tra i 18 e i 65 anni) nell'arco di un mese sono in media 28. Ciò significa che quasi una volta al giorno, tra colazione, pranzo, aperitivo, cena e post cena, gli italiani consumano pasti fuori casa. Ma quali sono i momenti prediletti per uscire? L'ora di cena è al primo posto, seguita dal pranzo (per motivi sicuramente legati al lavoro) e, in ultima, la colazione.

Va da sé che, per duttilità e comodità, è il bar "tradizionale" il luogo con frequenza di visita più alta, mentre al secondo posto non poteva che trovarsi la pizzeria; seguono a ruota i bar/pasticcerie, ristoranti/trattorie che garantiscano una spesa entro i 30 euro, punti di consumo lungo le direttrici stradali ad alta frequentazione. Fast food e self service chiudono la classifica.

Grazie a numeri e statistiche che fanno luce su questo settore, risultano abbastanza chiare le abitudini di consumo degli italiani, almeno ad un livello superficiale. Quello che però può fare davvero la differenza, quantomeno dal punto di vista dell'imprenditore/gestore, è capire, piuttosto, ciò che i consumatori cercano quando scelgono di consumare i loro pasti fuori casa. 

Di questo, però, parleremo nella seconda parte dell'articolo!

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